LETTERA — A BOLOGNA

Un racconto fotografico e testuale di Giulia Nutricati, che ha cercato Bologna nei luoghi in cui normalmente non viene cercata. Una ricerca nei gesti quotidiani che la rendono riconoscibile, perché una città non è solo fatta di edifici, è fatta da gesti che continuano ad essere ripetuti. 

Non ricordo il giorno in cui ho iniziato a chiamarti casa. Forse è successo lentamente. Attraverso le cose più piccole. Una finestra lasciata aperta sui tetti. Una bicicletta appoggiata sotto un portico. Le mani di qualcuno che chiude la pasta senza guardare. Un foglio scritto di fretta: “Solo qualche ricotta”.

Ti ho cercata molte volte nelle piazze E quasi sempre ti ho trovata altrove —





In un orto 

In una tavola preparata prima dell’arrivo degli ospiti 

Nelle sedie ancora vuote prima che inizi qualcosa 

Nel silenzio che resta quando la città sembra essersi fermata 

Forse la città non è il luogo in cui viviamo — Forse è l’insieme delle cose che continuiamo a fare senza accorgercene








E allora Bologna, per me, è questo —



UN GESTO CHE SI RIPETE — UNA LUCE CHE RITORNA — UNA CASA CHE NON SMETTE DI ACCOGLIERMI







Ti amo nei modi in cui si amano le cose complicate




Ti amo quando il sole scende sui coppi e fa sembrare tutto eterno. Ti amo quando una mano continua a chiudere la pasta come se il tempo non fosse mai passato. Quando qualcuno lascia un biglietto su una vetrina. Quando una bicicletta aspetta sotto un portico. Quando le sedie sono ancora vuote e la città trattiene il respiro prima della sera. Ti amo perché continui a custodire gesti che non servono a nulla se non a ricordarci chi siamo. Eppure ogni anno faccio fatica a riconoscerti. Ti vedo cambiare. Ti vedo consumarti sotto il peso di chi ti attraversa senza abitarti. Ti vedo diventare immagine di te stessa. 

Con gratitudine 

Con rabbia 

Con nostalgia perfino mentre sei ancora qui 

E allora ti cerco altrove: Nei tetti, negli orti, nelle cucine, nelle mani, nei luoghi che non finiscono nelle guide. Ti cerco nelle viscere. Perché è li che sei ancora viva.

BOLOGNA È UNA NOSTALGIA CHE CONTINUA AD ACCADERE.



IL RACCONTO DI GIULIA NUTRICATI —


Un percorso visivo e narrativo che mostra Bologna come un organismo domestico, attraverso le cose che tengono insieme la città.

Giulia Nutricati è una fotografa italiana, nata e cresciuta in Salento e oggi divisa tra Bologna e il Sud Italia. La sua ricerca si concentra sui gesti, sui luoghi e sui ritmi del quotidiano, indagando il rapporto tra cibo, artigianato e paesaggio. Attraverso uno sguardo lento, tattile e profondamente umano, costruisce narrazioni che restituiscono la memoria, l’identità e la bellezza silenziosa dei territori che attraversa.

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