NEST | presenta il progetto “Tempo che passa, tempo che resta”, un viaggio fotografico realizzato da Antonella Castelnuovo e un dialogo immaginario tra le parole di Lucrezia Lupi. Momenti di un cammino in uno spazio che “diventa una soglia fra ciò che resta e ciò che cambia”. Pensieri come appunti che scorrono nel “silenzio dopo che il vento smette”. Storie in movimento per tutto quello che ci anima.

VERSO SERA | Stamattina ho camminato per ore senza una meta precisa, lasciandomi guidare dalle strade bianche che si aprono tra i muretti a secco e qualche masseria dispersa nel niente. A un certo punto mi sono fermata davanti a una casa con il bucato ancora steso, lenzuola rosa che sbattevano al vento come se qualcuno ci abitasse ancora, mentre tutto intorno dichiarava il contrario: finestre chiuse, piante morte nei vasi, quel silenzio denso che hanno solo i posti dimenticati.

Quel gesto interrotto mi ha colpito, quel bucato mai ritirato che parla di una vita sospesa a metà. Ho pensato a tutte le volte che me ne sono andata da un posto senza chiudere bene. Senza dire addio come si deve. Lasci le cose a metà e loro restano lì, sospese, ad aspettare che torni a sistemarle. Ma non torni mai.

Mi sono chiesta se chi lo ha steso sia andato via prima di poterlo togliere, oppure se sia rimasto lì da allora, testimone involontario di un'assenza che dura da anni. C'è qualcosa di potente in questi dettagli, piccoli gesti quotidiani che diventano monumenti quando la vita che li conteneva se ne va, lasciando solo la traccia di ciò che era normale e che ora non lo è più. Lasciamo ovunque frammenti di noi senza accorgercene, e quei frammenti restano a testimoniare che siamo stati qui, anche quando nessuno si ricorda più il perché.




Una finestra senza vetro che inquadra solo cielo

Una macchina rossa che è più pianta che metallo

Una sedia di plastica nera in mezzo a un campo

Il modo in cui la luce delle cinque del pomeriggio colpisce i muri bianchi

La ruggine che disegna mappe sui cancelli

LETTERA A UNA CASA | Non so nemmeno dove sei di preciso. Ho fatto una deviazione a caso dopo Ostuni e ti ho trovata lì, perfetta nel tuo abbandono. Mi sono fermata a guardarti per venti minuti buoni, seduta sul cofano della macchina. Il campo era talmente giallo che faceva male agli occhi, quel tipo di giallo che non riesci a fotografare davvero perché perde sempre qualcosa.

Mi domando chi ha deciso di lasciarti. Se è stata una scelta o una resa. Se c'è stato un ultimo giorno in cui qualcuno ha chiuso la porta sapendo che non sarebbe più tornato, oppure se è successo per gradi, prima un'estate saltata, poi due, poi basta.

Sei bellissima così, lo sai? Con l'edera che ti sta divorando il tetto e le finestre vuote. Stai lì, dritta, nonostante tutto. Forse è questo che resta di noi alla fine, non quello che portiamo via, ma quello che lasciamo. Le tracce che continuano a parlare anche quando non c'è più nessuno ad ascoltare.

















LISTA | Cose lasciate nei cassetti delle case abbandonate (inventario approssimativo)

Tre cucchiaini da caffè / Un calendario del 1994 aperto su marzo / Un accendino Bic rosso (funziona ancora) / Una cartolina mai spedita a qualcuno che si chiama Lucia / Due bottoni gemelli, uno verde, uno marrone / Un biglietto dell'autobus timbrato il 12.08.1989 / Una chiave che non apre più niente / Un elastico per capelli consumato / Il coperchio di qualcosa / Una ricevuta sbiadita (si legge solo "pane" e "3.500 lire”) / L’odore di qualcosa che è stato importante /

VERSI | La pietra non dimentica. L'acqua, il vento, le mani che l'hanno messa lì. C'è un muro che regge ancora dopo cent'anni di niente. Un tetto crollato, una porta aperta sul vuoto. Il tempo passa e tu resti, oppure il tempo resta e tu passi. Non ho ancora capito quale delle due fa più paura. Mi sono seduta nell'erba alta a guardare una casa che non mi guardava.
Resistere… restare impressi anche quando non serviamo più, lasciare un segno che duri più a lungo di noi.

SCOPRI LA COLLEZIONE DI LIBRI VINTAGE

Caro Michele — Natalia Ginzburg

Caro Michele — Natalia Ginzburg

€14,00

Caro Michele — Natalia Ginzburg

€14,00
La luna e i falò — Cesare Pavese

La luna e i falò — Cesare Pavese

€11,00

La luna e i falò — Cesare Pavese

€11,00
L'incendio nell'oliveto — Grazia Deledda

L'incendio nell'oliveto — Grazia Deledda

€12,00

L'incendio nell'oliveto — Grazia Deledda

€12,00



Questo progetto nasce da un cammino, da un attraversamento lento in cui lo spazio diventa una soglia fra ciò che resta e ciò che cambia.

Nei luoghi incontrati il tempo sembra muoversi secondo ritmi diversi: l'immobilità profonda della terra convive con il fluire continuo dell'esperienza umana.
La Puglia, con i suoi ulivi secolari, i muri a secco e le architetture abbandonate, diventa il paesaggio di questa coesistenza: da un lato un tempo naturale, ciclico, che si ripete; dall'altro un tempo umano, lineare, che passa e si deposita in tracce visibili e invisibili.
Il cammino diventa così un modo per percepire l'incontro tra queste due dimensioni, per ascoltare il silenzio che unisce permanenza e trasformazione. Ogni passo rivela la distanza - e insieme il legame - fra la lentezza delle cose che resistono al tempo e la velocità di ciò che lo attraversa.
In questo dialogo, la figura umana appare come un ponte fragile: presenza discreta, parte del paesaggio e al tempo stesso estranea ad esso, segno effimero che si misura con ciò che lo precede e lo supera.






NEST | AUTORI

ANTONELLA CASTELNUOVO — Antonella Castelnuovo è una fotografa italiana nata nel 1997. Prima di dedicarsi alla fotografia, studia lingue e letterature straniere conseguendo una laurea triennale presso l’Università degli Studi di Bergamo. Successivamente, spinta dal desiderio di approfondire la sua passione in ambito fotografico, si diploma presso l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano, sviluppando un forte interesse nel campo della ritrattistica e dell’autoritratto. Il suo approccio fotografico è un approccio progettuale e autoriale che si focalizza su tematiche attuali, molto spesso legate alla vita personale dell’autrice.

LUCREZIA LUPI — Lucrezia Lupi sa che dietro ogni nome c'è una storia da raccontare e che raccontarla bene è una questione di parole, prima ancora che di strategia. Da oltre quindici anni aiuta brand e persone a trovare la propria voce, con un'ossessione per i dettagli, che non l'ha mai abbandonata. La scrittura è per lei un atto tanto professionale quanto viscerale: il modo più diretto che conosce per dare forma a un pensiero e farlo arrivare dove deve.

NEST | RINGRAZIAMENTI

Nest ringrazia chi ha detto si durante una chiamata programmata, chi ha detto si al tavolino di un bar davanti a un caffè. Un telefono senza fili di somiglianze anche nella distanza, fisica e percorsa. Grazie anche a chi si allena ogni giorno per continuare ad essere un uccello quantico. Oggi in sottofondo “Una lunghissima ombra", in una giornata di sole.